Terremoto in Abruzzo – La sconfitta del web

17 Apr 2009 Categorie: Varie | nessun commento »

Pochi giorni dopo il nefasto terremoto in Abruzzo mi sono messo alla ricerca di informazioni dettagliate su di un paesino abbastanza noto in centro Italia per essere una delle più ambite località sciistiche del centro: Rocca di Cambio.
Il motivo dell’interesse non era ne professionale ne di morbosa curiosità, ma cercavo informazioni sullo stato di una seconda casa di alcuni conoscenti che ovviamente erano parecchio preoccupati e terrorizzati dalla situazione (paese evacuato, inviti a non recarsi in Abruzzo, divieto di accedere al paese, ecc).
Ovviamente capirete che diventa difficile farsi un’idea a distanza basata sulle scarne notizie dei telegiornali che giustamente dedicano tutto il tempo alla città dell’Aquila e forse meno giustamente all’oramai fantasma paesino di Onna.
Il paese non ha fortunatamente riportato vittime, ma ovviamente essendo a pochi metri dall’epicentro i danni alle strutture sono notevoli.
Mi metto quindi molto fiducioso alla ricerca di informazioni sul web.

Prima tappa obbligata: Google:
Purtroppo i risultati sui canali web, notizie e blog erano completamente intasati dalle news dei giornali online e di testate d’informazione in genere. L’unica notizia riportata era che Rocca di Cambio era tra le località maggiormente colpite, ma niente di più.

Seconda tappa: Il sito del comune di Rocca di Cambio
La mia seconda scelta è stata di visitare il sito del comune di Rocca di Cambio. Ovviamente immaginavo che le speranze di trovare informazioni fossero poche e così è stato. Chi si occupa del sito era giustamente in altre cose intento, ma da li mi sono sorte alcune idee su come un sito comunale dovrebbe funzionare in caso di tali calamità.
Non trovo infatti stupido che in caso di disastri naturali la protezione civile prenda in gestione il sito del comune (basterebbe una veloce voltura di DNS) per dare località per località informazioni e notizie di utilità per i residenti e per i non residenti.
Del resto informazioni turistiche in quel momento a chi può fregargliene ?
Ed in seconda istanza sarebbe anche utile nel caso i server fossero siti nella stessa località disastrata e quindi magari anche non più funzionanti.
Non ci vorrebbe molto, un sistema automatico di voltura dei DNS, un template chiaro, usabile e search engine friendly, un cms per la gestione dei contenuti….e poi il lavoro di inserimento contenuti della protezione civile.
Aggiungiamo varie figate 2.0 (possibilità di inviare foto o video da parte dei residenti – form per segnalare possibili dispersi o per segnalarsi in vita, ecc) e avremmo un sistema utile, utilizzato e rintracciabile sui motori di ricerca.

Terza tappa: I Blog
Visto che nostro signore Google non mi dà molte informazioni cerco anche su technorati e su vari altri motori di blog, ma nessuno dei residenti ha postato niente su Rocca di Cambio.
Inizia a sorgermi il dubbio che il web abbia fallito come strumento di conoscenza diffusa e partecipativa in questo caso.

Quarta tappa: I Social Network
Provo allora su vari social network. Da facebook non mi aspettavo molto, ma dal cinguettare di twitter si.
Anche questa volta mi sbagliavo: niente di niente.

Quinta tappa: Youtube
Nemmeno la voglia di condividere i video. Zero anche su Youtube.

Sesta tappa: Le Webcam
Cerco allora disperato le webcam. In effetti trovo qualcosa, anche se è sempre la webcam ufficiale del sito del comune di Rocca di Cambio che riporta un’immagine registrata circa un’ora dopo la scossa. E’ quindi notturna e non si vede molto, comunque quel che si vede sembra essere in piedi. Meglio che niente, no ?

Settima tappa: Google Earth
Per finire trovo sul blog di Google Maps la notizia che hanno reso disponibile un file kml per Google Earth con le immagini satellitari aggiornate a dopo il sisma. Penso “che bravi i ragazzi di Google che si sbattono per noi dall’America mentre noi dormicchiamo”. Scarico il file, mi guardo le immagini anche se non posso zoomare più di tanto, ma quanto basta per capire che almeno la casa è ancora in piedi. Come sarà dentro o vista da vicino magari è un’altra cosa, ma almeno esiste ancora.

CONCLUSIONI
Questo terremoto ha dimostrato che anche se il web è la fonte principale di informazione e conoscenza oggi esistente, in Italia in caso di disastro esiste una sola voce molto forte che è quella della TV.

Il mondo dei giovani e della condivisione di contenuti si è dimostrato non pronto a diventare protagonista in caso di calamità naturali, probabilmente a ragione, dato che le persone sono molto pesantemente coinvolte nella tragicità dell’evento. Probabilmente in questi casi il mondo 2.0 ha bisogno di tempi più lunghi per mettersi in moto; sono sicuro che nei prossimi mesi saranno invece i protagonisti di questo dramma.

Il mondo delle autorità (comune, provincia, regione, protezione civile, governo) si è dimostrato molto pronto ad affrontare il terremoto tramite il mezzo televisivo, ma inadeguato per quello internet. Le uniche notizie sono reperibili al sito della protezione civile. Non sono notizie ma più che altro servizi e numeri di utilità, ma meglio di niente. Il problema è che magari l’utente fa ricerche tipo “terremoto L’Aquila”, “terremoto Rocca di Cambio”, “notizie terremoto Abruzzo” e di certo non trova il sito della protezione civile.
Chi va al sito ci arriva probabilmente per informazione ricevuta dalla TV.

Quindi un altro suggerimento alla protezione civile:
Studiate le ricerche effettuate nei giorni del sisma e fate un accordo con Google e con gli altri motori di ricerca per utilizzare Adwords nei momenti e nei giorni successivi al disastro. Chi fa ricerche di informazioni deve trovare subito e facilmente un posto unico a cui rivolgersi.

Per finire, visto che la raccolta fondi in questi casi parte automatica, avete mai pensato che usando bene il canale internet nel mondo, si potrebbe riuscire ad avere solidarietà tramite donazioni da ogni angolo della terra in cui ci sia una persona di buon cuore ?
(vedi “gulf hurricane relief”)

Speriamo che i miei 2 centesimi vengano raccolti da qualcuno e che la prossima volta tutta l’informazione, anche quella web, possa essere di aiuto sia ai terremotati che alle altre persone a vario titolo coinvolte nel sisma.

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Google Maps Hijack – Cos’è e soluzioni

25 Mar 2009 Categorie: Seo - Search Engine Optimization, Web Marketing | 3 commenti »

Una delle fortune di fare questo lavoro, credo concorderanno in molti colleghi, è che ogni tanto arriva un cliente o possibile tale e ti dice “mi è successo questo e quello, cosa devo fare ? Come si reagisce ad una cosa simile ?”.

Il bello è che magari tu non ne hai la più pallida idea.
Ovvio, non perchè sei una capra, ma perchè alla faccia di tutti i forum e blog che leggi e frequenti sia in Italia che in America è la prima volta che ti ci confronti.
Le gioie dell’ignoranza !!!!

Allora ti metti a googlare un po’, trovi zero in italiano, trovi pochino in inglese, ma passo passo di link in link arrivi a capire che il fenomeno esiste, che ha un nome ben preciso e c’è forse anche una soluzione.
Tutto per dire che oggi ho scoperto il fenomeno del Gmaps o Google Maps Hijack (o Hijacking).

Di cosa si tratta ?

Stiamo parlando di una tecnica blackhat che mira a rubare traffico e visibilità proveniente da Google Maps ad una attività / hotel / professionista…..ma attenzione, non parliamo solo di traffico o visibilità web.
Essendo a tutti gli effetti un servizio tipo Pagine Gialle il danno è maggiore perchè può rubare i contatti telefonici (spesso viene falsificato il solo numero telefonico), i contatti web (ancora di più grazie ad Universal Search ) e tanta bile necessaria per risolvere il problema.

E come fanno ?
Prendiamo ad esempio un hotel che chiameremo Hotel Roma.

Caso 1: l’hotel Roma non si è ancora registrato su Google Business Center.
I furbacchioni in questo caso provvedono a creare la scheda e a autenticarsi….gioco veramente semplice che quando saranno smascherati costerà solo una sim da cellulare “bruciata” per l’autenticazione di Google. 
Se il furto serve a far soldi prenderanno prenotazioni per l’hotel via telefono (falso) e sito (falso) prendendo provvigioni tramite affiliazione e finche non saranno scoperti e bannati.
Ma che succede se questo sistema venisse usato anche per phishing o meglio per il vishing, ovvero per rubare via telefono i dati della carta di credito ad un ignaro cliente che pensa magari di parlare con la reception dell’hotel ?

Caso 2: L’hotel ha già la sua scheda registrata.
In questo caso i furbacchioni ne creano una identica ad eccezione del numero di telefono e procedono come al solito di validazione via sms (o magari anche telefono se sono più ricchi).
In questo caso può succedere che la loro scheda fake preceda la scheda vera pechè lo fanno per professione e quindi bene e perchè hanno il vantaggio della scheda più recentemente aggiornata.
A questo punto hanno già una parte del traffico telefonico e se vogliono calano l’asso e procedono a modificare anche il sito web associato.
Il problema grosso è che possono ripetere il giochino a volontà ed arrivare anche a prendere tutti i primi 10 posti visibili, come si vede in questa immagine “americana” che ricorda un po’ gli albori del search e dell’amica Pamela Anderson.

google-maps-hijack

 

Soluzioni e rimedi al Google Maps Hijack

Partiamo con la premessa che la miglior soluzione al momento non c’è e nemmeno pare all’orizzonte e sarebbe una politica molto stringente sulla gestione delle schede da parte del team di Google.
Di certo conoscono bene il problema che è spesso citato sul forum dedicato alle mappe ed al Local Business Center (LBC), ma per motivi politici non viene affrontato in modo definitivo.
E’ infatti certo che evitare contenuti duplicati e un sistema di autenticazione esclusivamente via snail mail o comunque molto rigido ridurrebbe  pesantemente il fenomeno.

Senza tutto questo però non rimane che:

  1.  registrarsi al Google Business Center per evitare furti e non dover essere costretti a dover recuperare una situazione compromessa.
  2. Rivendicare eventuali schede “libere” (ovvio se rivendicabili) per poi eliminarle o correggerle a seconda dei casi.
  3. Segnalare sul thread Report Spam on Google Maps la presenza di spam riportando:
    • La ricerca che presenta problemi.
    • L’url esatto della pagina che presenta risultati discutibili.
    • Una breve descrizione di cosa e perchè si ritiene spam. 

Come potete immaginare dall’assenza di uno specifico form o modulo o mail per la segnalazione di questi problemi, per il momento quello che rimane da fare è pregare e perseverare.
Anche perchè pare proprio che l’eliminazione dello spam, alla faccia del modus operandi storico di Google, venga fatta a manina. Quindi se qualcuno ha deciso di prendervi di mira,  in assenza di un algoritmo intelligente che combatta lo spam,  può reiterare il suo dannoso comportamento senza grossi pericoli finche morte non vi separi :-(

Ma non voglio lasciarvi con la disperazione nel cuore e quindi vi sussurro un consiglio da ragazzo cattivo:
mai pensato che se l’unico modo per snidare questi cattivoni è che voi li denunziate magari potete fare la stessa cosa per padroneggiare voi la vostra ricerca senza tanti rischi ?
(ndr.    da un account patacca, mi raccomando) 

Stay tuned !

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Pronti…attenti…e…

24 Mar 2009 Categorie: Varie | nessun commento »

Lasciatemi qualche momento per fare fine tuning di tutti i plugin / figate / aggiornamenti e poi si parte con un po’ di considerazioni “alla buona” e alla politicamente scorretto sul seo e sul web marketing in Italia….poi visto che ora risiedo qui, un occhio di riguardo lo diamo alla realtà di Roma Capitale….qualche idea carina già ce l’ho….

Vedremo e vedrete.

Salut

Paolo

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