Google SearchWiki e Seo – Possibili effetti sul posizionamento e sulle serp ?

27 May 2009 Categorie: Seo - Search Engine Optimization | nessun commento »

Rubo 5 minuti di tempo a chi ha la pazienza e la curiosità di leggermi per condividere alcuni ragionamenti che ho fatto  sul servizio SearchWiki di Google. Da buon seo mi sono chiesto che implicazioni ha o potrà avere sulla mia attività.

Il servizio permette agli utenti loggati di google di personalizzare, votare e commentare il risultati di una data ricerca.
A prima vista un servizio che potrebbe avere un potenziale dirompente sul posizionamento così come lo intendiamo oggi.  Aggiungendo infatti il giudizio degli utenti a tutti i parametri che già Google utilizza per valutare un sito….boom. Il sistema diventa perfetto.

Il ragionamento del motore è: “Io Google faccio la scrematura e la raffinazione del dato grezzo. Sarete poi voi utenti con la forza della condivisione e del voto a finire il prodotto con un livello di dettaglio che il mio algoritmo, purtroppo,  non può raggiungere.”
 In pratica l’unione di conoscenza e potenza di calcolo con il sapere condiviso, con il social networking, con l’anima del mondo. Yin e Yang !

Fin qui tutto bello e da buon seo non mi preoccupo nemmeno dell’impatto perché amo e voglio lavorare soprattutto con chi quel voto positivo se lo merita, con chi dovrebbe stare di diritto nei primi posti, ma che per incompetenza o pressapochismo spesso quei posti non li occupa.

 

Siccome però ho smesso da pochi mesi di credere a Babbo Natale, mi sono sforzato di ragionare un po’ meglio e mi sono chiesto: “ma Paolo, non ti ricorda vagamente qualcosa di già visto su Google”
Ma certo….c’era una volta, tanto tempo fa, un voto positivo o negativo che si poteva esprimere dalla Google toolbar, una sorta di giudizio sul sito, ma non sortiva proprio alcun effetto. Zero. Niente.
Ecco che allora la storia si ripete e mi viene da pensare che sia vera la storia raccontata da Google che le personalizzazioni sono solo una funzione di aiuto per l’utente. Un tentativo di fornirti il “tuo risultato preferito” in un contesto di grande generalizzazione.

Del resto il primo ragionamento fatto è troppo bello per essere realizzabile. E’ un meccanismo che mostra troppo il fianco al mondo dello spam e ai suoi abilissimi programmatori.
Non essendo un sistema che offre grosse motivazioni all’utente “basic user” per personalizzarsi i risultati, ma che ne offre invece molti agli spammer, è facile prevedere che questi sovrasterebbero i primi nel caso ve ne fosse la convenienza.
Quello che invece credo possa succedere è che i dati raccolti possano essere usati in 2 diversi modi:

1)
Per sottoporre a controllo antispam siti che ricevano un alto numero di voti negativi (il bottone “x”)

2)
Per individuare un certo numero di utenti “attendibili”, un po’ come avviene con i siti, da utilizzare o come quality rater o come spam hunter o, ma siamo già verso la fantascienza, come variabile più o meno influente dell’algoritmo.

In base soprattutto a questo ragionamento vedrò di utilizzare assiduamente e correttamente la funzione google searchwiki….già essere considerato affidabile come spam hunter sarebbe un onore :-)

E voi che ne pensate ?

 

Stay tuned.

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Musica 2.0 – Come autoprodursi un disco se non hai una lira

24 Apr 2009 Categorie: Varie, Web Marketing | un commento »

Oggi mi sono imbattuto, grazie ai percorsi improbabili che capita di seguire grazie a Friendfeed, in un sito molto interessante per i tanti che in Italia amano la musica, ma soprattutto per quelli che ambiscono a farla.
Il sito è Sellaband (www.sellaband.com).
Su Sellaband è possibile “anche” ascoltare musica di più o meno promettenti artisti di tutto il mondo, ma soprattutto li si può finanziare per produrre e promuovere un disco.

Io ho provato a fare un ascolto random e devo dire che è stata un’ottima sensazione quella di disintossicarsi dall’omologazione delle radio. Un’esperienza stimolante e piacevole. E non escludo affatto di finanziare questa iniziativa e gli artisti che ne fanno parte.

Chi finanzia gli artisti ha poi, a seconda del contributo versato, vari benefit tra cui la possibilità di scaricare l’album ed una revenue share sulle vendite registrate. In realtà i benefit sono molti di più ma sarebbe lungo elencarli tutti e non vorrei togliervi il gusto della scoperta.

L’idea mi pare buona perché coniuga il desiderio degli artisti di far conoscere il proprio lavoro e di trovare fondi per autoprodursi con la voglia dei fan di “partecipare” al successo dell’artista e il desiderio di tutti gli altri di rivelarsi come scopritori di talenti.
Certo, se qualche grande nome partecipasse al progetto dandogli maggiore visibilità sarebbe una cosa meravigliosa !!!

Comunque, tutto questo panegirico per dire che sono stupito di come il servizio sia ancora così poco conosciuto e sfruttato in Italia. Ho fatto una ricerca per nazione ed ho trovato solo poco più di 500 artisti italiani, ma ancora più grave con un livello di fund raising decisamente scarso (intorno a 10/20 $).

Non posso credere che con tutti i problemi che la discografia sta incontrando in Italia e nel mondo e con la passione e la voglia di musica che percorre lo stivale non ci sia maggiore spazio per una simile iniziativa.

Per cui volevo comunicare a chi fosse interessato che  anche io voglio partecipare a questo progetto e se troverò un gruppo od un artista che mi entusiasmerà, sarò lieto di mettere al servizio della causa anche tutte le mie conoscenze, per il fund raising su sellaband e non solo.

Abbiamo un artista di talento, abbiamo della buona musica, abbiamo un web marketer, abbiamo un ottimo strumento di autofinanziamento….mancano solo un buon PR e magari un produttore con i controco….ni !

Dai che anche in Italia ce la facciamo ad arrivare alla musica 2.0 ovvero la musica che torna a sfociare dal basso cioè dalla gente e non dalle case discografiche e dalle radio !!!
O forse bisognerebbe dire musica 0.1 dato che mi sa di ritorno al passato ?

In altri paesi la cosa è riuscita a volte (lilly Allen)….perchè noi no ? 

Stay tuned !

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Tinyurl e Seo: effetti su PageRank, Link Popularity e penalizzazioni.

22 Apr 2009 Categorie: Seo - Search Engine Optimization | 2 commenti »

Oggi, dato che mi sono messo a studiare un po’ il fenomeno Twitter, ho voluto approfondire funzionamento e risvolti seo dell’uso dei tinyurl, strumento basilare per i twittatori incalliti.

Per chi fosse a digiuno dell’argomento stiamo parlando di quei servizi che permettono di semplificare ed accorciare un url. La funzione è molto utile in particolare per chi è solito postare link via sms ed ha a disposizione un numero limitato di caratteri (vedi appunto Twitter).
Questi tool permettono di trasformare un url come
www.miosito.it/archivio/notizie/impatto-seo-dell-uso-dei-tinyurl-su-pagerank-link-popularity-e-penalizzazioni
in url molto più semplici e brevi come potrebbe essere un url del tipo :
tinyurl.com/dkvbf8.

Bel vantaggio no ? Pensa poi se avessi dovuto scriverlo col t9 !!!

Il più famoso è Tinyurl.com anche se le alternative ad oggi sono moltissime. Per gli utilizzatori di Firefox esistono poi una gran varietà di estensioni che aiutano nel gestire questo tipo di operazione, sia nel creare l’url (Tinyurl Generator, Foxyurl, ecc.) sia nel recuperare l’originario long url (Longurl Mobile Expander, Long Url Please, ecc).

Ritornando però alla domanda se questi short url hanno un impatto positivo o negativo dal punto di vista seo bisogna concentrarsi sul loro funzionamento tecnico. La modalità operativa di questi servizi non è infatti quella di creare una duplicazione del contenuto, cosa che sarebbe stata fortemente negativa, ma di eseguire una redirezione permanente di tipo 301 alla “long url”.
Si tratta di un tipo di redirezione accettata ed a volte anche consigliata da Google e al giorno d’oggi anche perfettamente gestita dal punto di vista del passaggio-trasferimento di PageRank. In conclusione non ci dovrebbero essere problemi dal punto di vista ne del PageRank ne della Link Popularity ed il comportamento dovrebbe essere lo stesso di quando otteniamo un link tramite “long url”.

Un appunto che possiamo fare è quello che sarebbe  comunque buona norma limitarne l’uso a quegli strumenti, tipo Twitter, che presentano limitazioni nel numero di caratteri disponibili. Se ci siamo infatti sforzati di creare un sito od un blog con degli url parlanti lunghi e performanti, è di certo uno spreco ed un errore non utilizzarli, non fosse altro che per la presenza di keywords rilevanti nell’anchor.

Per quanto riguarda le penalizzazioni non escludo però che in un futuro non troppo lontano questi short link possano incorrere in qualche problema dal punto di vista seo, soprattutto se presenti come unico o predominante tipo di link. La motivazione è da ricercare principalmente nell’utilizzo che già ne viene fatto da parte di seo black-hat.
Come forse ben sapete la possibilità di “nascondere” un link o una fonte ad un navigatore, ma più spesso al motore di ricerca, è una delle più antiche passioni di chi ama lavorare nel lato oscuro.
Del resto queste scorciatoie stanno dando parecchi problemi anche alle funzioni di safe browsing dei vari browser internet.

Stay tuned !

 

Ps: dimenticavo, su twitter mi trovate asu twitter.com/seoroma

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