Musica 2.0 – Come autoprodursi un disco se non hai una lira

24 Apr 2009 Categorie: Varie, Web Marketing | nessun commento »

Oggi mi sono imbattuto, grazie ai percorsi improbabili che capita di seguire grazie a Friendfeed, in un sito molto interessante per i tanti che in Italia amano la musica, ma soprattutto per quelli che ambiscono a farla.
Il sito è Sellaband (www.sellaband.com).
Su Sellaband è possibile “anche” ascoltare musica di più o meno promettenti artisti di tutto il mondo, ma soprattutto li si può finanziare per produrre e promuovere un disco.

Io ho provato a fare un ascolto random e devo dire che è stata un’ottima sensazione quella di disintossicarsi dall’omologazione delle radio. Un’esperienza stimolante e piacevole. E non escludo affatto di finanziare questa iniziativa e gli artisti che ne fanno parte.

Chi finanzia gli artisti ha poi, a seconda del contributo versato, vari benefit tra cui la possibilità di scaricare l’album ed una revenue share sulle vendite registrate. In realtà i benefit sono molti di più ma sarebbe lungo elencarli tutti e non vorrei togliervi il gusto della scoperta.

L’idea mi pare buona perché coniuga il desiderio degli artisti di far conoscere il proprio lavoro e di trovare fondi per autoprodursi con la voglia dei fan di “partecipare” al successo dell’artista e il desiderio di tutti gli altri di rivelarsi come scopritori di talenti.
Certo, se qualche grande nome partecipasse al progetto dandogli maggiore visibilità sarebbe una cosa meravigliosa !!!

Comunque, tutto questo panegirico per dire che sono stupito di come il servizio sia ancora così poco conosciuto e sfruttato in Italia. Ho fatto una ricerca per nazione ed ho trovato solo poco più di 500 artisti italiani, ma ancora più grave con un livello di fund raising decisamente scarso (intorno a 10/20 $).

Non posso credere che con tutti i problemi che la discografia sta incontrando in Italia e nel mondo e con la passione e la voglia di musica che percorre lo stivale non ci sia maggiore spazio per una simile iniziativa.

Per cui volevo comunicare a chi fosse interessato che  anche io voglio partecipare a questo progetto e se troverò un gruppo od un artista che mi entusiasmerà, sarò lieto di mettere al servizio della causa anche tutte le mie conoscenze, per il fund raising su sellaband e non solo.

Abbiamo un artista di talento, abbiamo della buona musica, abbiamo un web marketer, abbiamo un ottimo strumento di autofinanziamento….mancano solo un buon PR e magari un produttore con i controco….ni !

Dai che anche in Italia ce la facciamo ad arrivare alla musica 2.0 ovvero la musica che torna a sfociare dal basso cioè dalla gente e non dalle case discografiche e dalle radio !!!
O forse bisognerebbe dire musica 0.1 dato che mi sa di ritorno al passato ?

In altri paesi la cosa è riuscita a volte (lilly Allen)….perchè noi no ? 

Stay tuned !

Tinyurl e Seo: effetti su PageRank, Link Popularity e penalizzazioni.

22 Apr 2009 Categorie: Seo - Search Engine Optimization | 2 commenti »

Oggi, dato che mi sono messo a studiare un po’ il fenomeno Twitter, ho voluto approfondire funzionamento e risvolti seo dell’uso dei tinyurl, strumento basilare per i twittatori incalliti.

Per chi fosse a digiuno dell’argomento stiamo parlando di quei servizi che permettono di semplificare ed accorciare un url. La funzione è molto utile in particolare per chi è solito postare link via sms ed ha a disposizione un numero limitato di caratteri (vedi appunto Twitter).
Questi tool permettono di trasformare un url come
www.miosito.it/archivio/notizie/impatto-seo-dell-uso-dei-tinyurl-su-pagerank-link-popularity-e-penalizzazioni
in url molto più semplici e brevi come potrebbe essere un url del tipo :
tinyurl.com/dkvbf8.

Bel vantaggio no ? Pensa poi se avessi dovuto scriverlo col t9 !!!

Il più famoso è Tinyurl.com anche se le alternative ad oggi sono moltissime. Per gli utilizzatori di Firefox esistono poi una gran varietà di estensioni che aiutano nel gestire questo tipo di operazione, sia nel creare l’url (Tinyurl Generator, Foxyurl, ecc.) sia nel recuperare l’originario long url (Longurl Mobile Expander, Long Url Please, ecc).

Ritornando però alla domanda se questi short url hanno un impatto positivo o negativo dal punto di vista seo bisogna concentrarsi sul loro funzionamento tecnico. La modalità operativa di questi servizi non è infatti quella di creare una duplicazione del contenuto, cosa che sarebbe stata fortemente negativa, ma di eseguire una redirezione permanente di tipo 301 alla “long url”.
Si tratta di un tipo di redirezione accettata ed a volte anche consigliata da Google e al giorno d’oggi anche perfettamente gestita dal punto di vista del passaggio-trasferimento di PageRank. In conclusione non ci dovrebbero essere problemi dal punto di vista ne del PageRank ne della Link Popularity ed il comportamento dovrebbe essere lo stesso di quando otteniamo un link tramite “long url”.

Un appunto che possiamo fare è quello che sarebbe  comunque buona norma limitarne l’uso a quegli strumenti, tipo Twitter, che presentano limitazioni nel numero di caratteri disponibili. Se ci siamo infatti sforzati di creare un sito od un blog con degli url parlanti lunghi e performanti, è di certo uno spreco ed un errore non utilizzarli, non fosse altro che per la presenza di keywords rilevanti nell’anchor.

Per quanto riguarda le penalizzazioni non escludo però che in un futuro non troppo lontano questi short link possano incorrere in qualche problema dal punto di vista seo, soprattutto se presenti come unico o predominante tipo di link. La motivazione è da ricercare principalmente nell’utilizzo che già ne viene fatto da parte di seo black-hat.
Come forse ben sapete la possibilità di “nascondere” un link o una fonte ad un navigatore, ma più spesso al motore di ricerca, è una delle più antiche passioni di chi ama lavorare nel lato oscuro.
Del resto queste scorciatoie stanno dando parecchi problemi anche alle funzioni di safe browsing dei vari browser internet.

Stay tuned !

 

Ps: dimenticavo, su twitter mi trovate asu twitter.com/seoroma

Terremoto in Abruzzo – La sconfitta del web

17 Apr 2009 Categorie: Varie | nessun commento »

Pochi giorni dopo il nefasto terremoto in Abruzzo mi sono messo alla ricerca di informazioni dettagliate su di un paesino abbastanza noto in centro Italia per essere una delle più ambite località sciistiche del centro: Rocca di Cambio.
Il motivo dell’interesse non era ne professionale ne di morbosa curiosità, ma cercavo informazioni sullo stato di una seconda casa di alcuni conoscenti che ovviamente erano parecchio preoccupati e terrorizzati dalla situazione (paese evacuato, inviti a non recarsi in Abruzzo, divieto di accedere al paese, ecc).
Ovviamente capirete che diventa difficile farsi un’idea a distanza basata sulle scarne notizie dei telegiornali che giustamente dedicano tutto il tempo alla città dell’Aquila e forse meno giustamente all’oramai fantasma paesino di Onna.
Il paese non ha fortunatamente riportato vittime, ma ovviamente essendo a pochi metri dall’epicentro i danni alle strutture sono notevoli.
Mi metto quindi molto fiducioso alla ricerca di informazioni sul web.

Prima tappa obbligata: Google:
Purtroppo i risultati sui canali web, notizie e blog erano completamente intasati dalle news dei giornali online e di testate d’informazione in genere. L’unica notizia riportata era che Rocca di Cambio era tra le località maggiormente colpite, ma niente di più.

Seconda tappa: Il sito del comune di Rocca di Cambio
La mia seconda scelta è stata di visitare il sito del comune di Rocca di Cambio. Ovviamente immaginavo che le speranze di trovare informazioni fossero poche e così è stato. Chi si occupa del sito era giustamente in altre cose intento, ma da li mi sono sorte alcune idee su come un sito comunale dovrebbe funzionare in caso di tali calamità.
Non trovo infatti stupido che in caso di disastri naturali la protezione civile prenda in gestione il sito del comune (basterebbe una veloce voltura di DNS) per dare località per località informazioni e notizie di utilità per i residenti e per i non residenti.
Del resto informazioni turistiche in quel momento a chi può fregargliene ?
Ed in seconda istanza sarebbe anche utile nel caso i server fossero siti nella stessa località disastrata e quindi magari anche non più funzionanti.
Non ci vorrebbe molto, un sistema automatico di voltura dei DNS, un template chiaro, usabile e search engine friendly, un cms per la gestione dei contenuti….e poi il lavoro di inserimento contenuti della protezione civile.
Aggiungiamo varie figate 2.0 (possibilità di inviare foto o video da parte dei residenti – form per segnalare possibili dispersi o per segnalarsi in vita, ecc) e avremmo un sistema utile, utilizzato e rintracciabile sui motori di ricerca.

Terza tappa: I Blog
Visto che nostro signore Google non mi dà molte informazioni cerco anche su technorati e su vari altri motori di blog, ma nessuno dei residenti ha postato niente su Rocca di Cambio.
Inizia a sorgermi il dubbio che il web abbia fallito come strumento di conoscenza diffusa e partecipativa in questo caso.

Quarta tappa: I Social Network
Provo allora su vari social network. Da facebook non mi aspettavo molto, ma dal cinguettare di twitter si.
Anche questa volta mi sbagliavo: niente di niente.

Quinta tappa: Youtube
Nemmeno la voglia di condividere i video. Zero anche su Youtube.

Sesta tappa: Le Webcam
Cerco allora disperato le webcam. In effetti trovo qualcosa, anche se è sempre la webcam ufficiale del sito del comune di Rocca di Cambio che riporta un’immagine registrata circa un’ora dopo la scossa. E’ quindi notturna e non si vede molto, comunque quel che si vede sembra essere in piedi. Meglio che niente, no ?

Settima tappa: Google Earth
Per finire trovo sul blog di Google Maps la notizia che hanno reso disponibile un file kml per Google Earth con le immagini satellitari aggiornate a dopo il sisma. Penso “che bravi i ragazzi di Google che si sbattono per noi dall’America mentre noi dormicchiamo”. Scarico il file, mi guardo le immagini anche se non posso zoomare più di tanto, ma quanto basta per capire che almeno la casa è ancora in piedi. Come sarà dentro o vista da vicino magari è un’altra cosa, ma almeno esiste ancora.

CONCLUSIONI
Questo terremoto ha dimostrato che anche se il web è la fonte principale di informazione e conoscenza oggi esistente, in Italia in caso di disastro esiste una sola voce molto forte che è quella della TV.

Il mondo dei giovani e della condivisione di contenuti si è dimostrato non pronto a diventare protagonista in caso di calamità naturali, probabilmente a ragione, dato che le persone sono molto pesantemente coinvolte nella tragicità dell’evento. Probabilmente in questi casi il mondo 2.0 ha bisogno di tempi più lunghi per mettersi in moto; sono sicuro che nei prossimi mesi saranno invece i protagonisti di questo dramma.

Il mondo delle autorità (comune, provincia, regione, protezione civile, governo) si è dimostrato molto pronto ad affrontare il terremoto tramite il mezzo televisivo, ma inadeguato per quello internet. Le uniche notizie sono reperibili al sito della protezione civile. Non sono notizie ma più che altro servizi e numeri di utilità, ma meglio di niente. Il problema è che magari l’utente fa ricerche tipo “terremoto L’Aquila”, “terremoto Rocca di Cambio”, “notizie terremoto Abruzzo” e di certo non trova il sito della protezione civile.
Chi va al sito ci arriva probabilmente per informazione ricevuta dalla TV.

Quindi un altro suggerimento alla protezione civile:
Studiate le ricerche effettuate nei giorni del sisma e fate un accordo con Google e con gli altri motori di ricerca per utilizzare Adwords nei momenti e nei giorni successivi al disastro. Chi fa ricerche di informazioni deve trovare subito e facilmente un posto unico a cui rivolgersi.

Per finire, visto che la raccolta fondi in questi casi parte automatica, avete mai pensato che usando bene il canale internet nel mondo, si potrebbe riuscire ad avere solidarietà tramite donazioni da ogni angolo della terra in cui ci sia una persona di buon cuore ?
(vedi “gulf hurricane relief”)

Speriamo che i miei 2 centesimi vengano raccolti da qualcuno e che la prossima volta tutta l’informazione, anche quella web, possa essere di aiuto sia ai terremotati che alle altre persone a vario titolo coinvolte nel sisma.